Nonna cede sempre alle richieste del nipote per evitare scenate: uno psicologo le rivela quale grave danno sta causando senza saperlo

Le esplosioni emotive degli adolescenti rappresentano una delle sfide più complesse per chi si occupa di loro, e le nonne si trovano spesso in una posizione particolarmente delicata. A differenza dei genitori, che possono contare su un’autorità più strutturata, le nonne devono bilanciare affetto incondizionato e necessità educativa, senza però sostituirsi al ruolo genitoriale. Quando un nipote adolescente reagisce con rabbia o frustrazione dinanzi a un “no” o a una situazione che non corrisponde alle sue aspettative, la tensione che si crea può mettere a dura prova anche il legame più solido.

Comprendere il cervello adolescente: non è solo capriccio

Prima di parlare di strategie, è fondamentale capire cosa accade nella mente di un adolescente. La corteccia prefrontale completa la sua maturazione solo intorno ai 25 anni, responsabile del controllo degli impulsi e del ragionamento. Contemporaneamente, l’amigdala è iperattiva durante l’adolescenza, centro delle emozioni, creando una combinazione che genera emozioni intense con scarsa capacità di regolarle.

Quando vostra nipote urla perché non può uscire o vostro nipote sbatte la porta perché avete detto di no al videogioco, non sta semplicemente facendo i capricci. Il suo sistema nervoso sta letteralmente sperimentando un’intensità emotiva che fatica a gestire. Riconoscere questo aspetto biologico non significa giustificare comportamenti inappropriati, ma permette di affrontarli con maggiore lucidità e meno reattività emotiva.

Il paradosso del viziare: quando l’affetto diventa sabotaggio

Molte nonne vivono un conflitto interiore profondo: da un lato vogliono essere il porto sicuro dei nipoti, dall’altro temono che cedere alle loro richieste possa danneggiarli. La ricerca in psicologia dello sviluppo indica che la disregolazione emotiva negli adolescenti è associata a deficit nel controllo emotivo e può peggiorare senza esperienze che sviluppino resilienza.

Il punto non è diventare rigide o punitive, ma offrire quella che gli esperti chiamano “frustrazione ottimale”: piccole dosi di disagio gestibile che insegnano a tollerare ciò che non possiamo controllare. Dire sempre sì per evitare conflitti crea adolescenti più fragili, non più felici.

Strategie pratiche per navigare le tempeste emotive

La tecnica del riconoscimento emotivo

Quando vostro nipote esplode, la prima reazione istintiva potrebbe essere minimizzare o razionalizzare. Entrambe le risposte invalidano l’esperienza emotiva dell’adolescente, intensificando la reazione. Provate invece con: “Vedo che sei davvero arrabbiato. Questa situazione ti ha fatto sentire…”

Nominare l’emozione attiva la corteccia prefrontale, riducendo l’intensità dell’amigdala. Non state cedendo alla richiesta, state semplicemente riconoscendo il sentimento. La differenza è cruciale.

Il potere del time-in invece del time-out

Mandare un adolescente in camera sua quando è in preda alla rabbia può aumentare il senso di isolamento e vergogna. Il neuroscienziato Daniel Siegel propone invece il time-in: restare presenti fisicamente, anche in silenzio, mentre l’emozione passa. Potete dire: “Resto qui con te finché non ti senti meglio. Non devi parlare se non vuoi.”

Questa presenza non giudicante comunica un messaggio potente: le tue emozioni non mi spaventano, e non ti abbandono quando sei nel momento peggiore.

Differire, non negare

Invece di un secco no, provate con: “Capisco che vorresti questo adesso. Ne parliamo quando siamo entrambi più calmi, tra venti minuti.” Non state cedendo, state insegnando che le decisioni importanti non si prendono nel picco emotivo. Questo modella una competenza fondamentale per la vita adulta.

Quando chiedere aiuto ai genitori senza sembrare inadeguate

Molte nonne esitano a coinvolgere i genitori perché temono di apparire incapaci o di creare tensioni familiari. Eppure, comunicare le difficoltà non è un fallimento ma un atto di responsabilità. Un approccio efficace potrebbe essere: “Ho notato che Marco ha reazioni molto intense ultimamente. Come state gestendo voi queste situazioni? Vorrei essere coerente con il vostro approccio.”

Quando tuo nipote adolescente esplode emotivamente, qual è la tua prima reazione?
Riconosco la sua emozione
Cerco di razionalizzare la situazione
Lo mando in camera sua
Cedo per evitare il conflitto
Chiamo subito i genitori

Questa formulazione vi pone come alleate, non come critiche, e apre un dialogo costruttivo sulla gestione educativa condivisa.

Prendersi cura di chi si prende cura

Le esplosioni emotive degli adolescenti possono essere emotivamente devastanti per chi le riceve. La regolazione emotiva funziona solo se prima voi stesse siete regolate. Quando sentite salire la tensione, praticate la respirazione diaframmatica o allontanatevi temporaneamente dalla situazione con una scusa pratica.

Ricordate che il vostro benessere emotivo non è un lusso, ma un prerequisito per poter aiutare efficacemente i vostri nipoti. I nonni che riconoscono i propri limiti e si prendono pause rigenerative sono più efficaci di quelli che si sacrificano fino all’esaurimento.

Le reazioni esplosive dei nipoti adolescenti non sono un giudizio sulla vostra capacità di accudire né un segnale che il legame affettivo si è deteriorato. Sono una fase evolutiva complessa che richiede pazienza, strategia e, soprattutto, la consapevolezza che il vostro ruolo non è risolvere ogni problema, ma accompagnare con presenza amorevole mentre imparano a farlo da soli.

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